L'alimentazione del Gatto - Gatto Siberiano e Neva Masquerade - Allevamento Centro Italia - Marche

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L'alimentazione del Gatto

Informazioni

tratto da:  04/01/2015/ Clinica Veterinaria Spinaceto in corsivo le parti modificate


Il gatto è un vero carnivoro. Per nutrire in modo adeguato il gatto è necessario capire i suoi bisogni alimentari: una dieta impropria può causare vari problemi di salute e abbreviare la sua aspettativa di vita di molti anni. Il gatto è un felino, con una dieta basata quasi totalmente su alimenti di origine animale (roditori, uccellini, lucertole). La dentatura, l’apparato digerente e il comportamento si sono evoluti in funzione dell’attività predatoria. Durante il processo di domesticazione, il gatto non ha cambiato il suo bisogno nutrizionale, quindi la sua alimentazione ha un maggior fabbisogno di proteine rispetto a molti altri mammiferi.

La percezione del sapore
I fattori che influenzano il gatto nella percezione dei sapori sono: odore, sapore, consistenza e temperatura del cibo. Se l’odore è molto invitante è sufficiente a incoraggiare il gatto a consumare un alimento di per sé poco gustoso. Il senso del gusto in combinazione con il senso dell’olfatto determinano la percezione del sapore. I gatti hanno sulla lingua papille gustative poco sensibili al gusto dolce, ma molto sensibili ai gusti salato, acido e amaro, come ai componenti della carne. Anche la consistenza dell’alimento influenza l’appetibilità. I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace: riducono le dimensioni del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere ingeriti. Il contenuto di acqua del cibo influenza la quantità ingerita e la velocità con cui viene mangiato. Il cibo in scatola, umido e gustoso, è consumato rapidamente appena viene offerto. I cibi secchi, con contenuto calorico più denso, sono consumati in modo più lento e costante. Tuttavia, quando il cibo viene lasciato a disposizione l’alimentazione resta costante, con piccoli pasti consumati in maniera casuale nell’arco della giornata. Se possibile, infatti, i gatti amano consumare tanti piccoli pasti durante il giorno, in media 10-12. Si tratta di un comportamento uguale a quello dei gatti selvatici, che consumano tante piccole prede nell’arco della giornata. La temperatura da preferire è quella tiepida, intorno ai 35° C, perchè il calore aumenta il profumo del cibo. Evitate cibi freddi di frigorifero o troppo caldi.

La scelta dell’alimento
I gatti amano una dieta variata e spesso scelgono un nuovo alimento rispetto ad uno familiare, a condizione che la differenza tra i due non sia troppo marcata, o la palatabilità troppo scarsa. La scelta dell’alimento può anche essere emotiva: in caso di stress i gatti adulti tendono a preferire alimenti familiari piuttosto che una dieta nuova, e a rifiutare gli alimenti che sono stati associati ad un evento stressante o doloroso. Per lo stesso motivo i gatti rifiutano a lungo un alimento che li ha fatti star male, ad esempio ne ha provocato il vomito, oppure a cui è stato aggiunto un farmaco dal sapore sgradevole, o un alimento che non hanno digerito. Lo stress temporaneo, come un ambiente nuovo in caso di trasloco, o essere portato in una pensione o ricoverato in una clinica, può ridurre l’assunzione di cibo, così come l’introduzione o la perdita di una persona o un animale nell’ambiente del gatto. Una breve degenza dal veterinario di solito non interferisce con lo schema alimentare, tuttavia ricoveri veterinari più prolungati sono in grado di ridurre temporaneamente l’alimentazione.

Il fabbisogno energetico
Molti gatti regolano da soli la quantità giornaliera di cibo, indipendentemente dalla consistenza (secco o umido). Tuttavia, i gatti che vivono in appartamento, o quelli particolarmente golosi, possono ingrassare progressivamente fino all’obesità. In tal caso è opportuno passare dall’alimentazione a volontà a quella razionata.

Le sostanze nutritive
E’ importante che il consumo di proteine per il gatto adulto costituisca almeno il 25% del consumo giornaliero di calorie. Le proteine devono avere un alto valore biologico, devono quindi derivare da carni, uova e latte. Certe sostanze non digeribili, come peli e piume, pur avendo un contenuto molto alto di proteine hanno un valore biologico è quasi nullo. Quindi non è solo importante la percentuale di proteine per definire la bontà di un alimento per gatti, ma anche la loro qualità. In gravidanza e lattazione le gatte vanno alimentate con cibo per gattini per fornire loro la quantità di proteine necessarie. Anche gli animali malati, deboli o debilitati hanno un maggiore fabbisogno di proteine. I gatti con malattie renali possono necessitare di una dieta con un tenore di proteine ridotto ma di alto valore biologico per attenuare gli effetti negativi sui reni del metabolismo proteico.
L’eccesso di proteine è dannoso quanto la carenza perchè l’eccesso proteico escreto nelle urine rappresenta un carico inutile per i reni che a lungo andare vengono danneggiati, determinando l’insorgenza di insufficienza renale. Lo stesso accade se l’alimento contiene proteine di scarsa qualità, come quelle derivate dai cereali, che non possono essere utilizzate in modo ottimale dall’organismo e vengono in buona parte eliminate dai reni sotto forma di prodotti di scarto.

Implicazioni pratiche nell’alimentazione dei gatti sani e malati
Ci sono diversi modi in cui l’alimentazione può essere manipolata per stimolare il consumo di cibo da parte del gatto malato. Evitate il cibo freddo di frigorifero, lasciatelo almeno a temperatura ambiente o meglio ancora scaldate il cibo a circa 35° : l’odore forte di un cibo gradevole lo potrà invogliare. Se lasciate il cibo nella ciotola con il passare delle ore diminuisce l’odore rilasciato, rendendolo meno attraente. Meglio offrire regolarmente piccole quantità di cibo gradevole e tiepido. Anche la varietà di sapori e di consistenza (umido o secco) può aumentare la quantità di cibo assunto. Se per il trattamento di una malattia è necessaria una dieta speciale, è preferibile introdurla gradualmente,  mentre il gatto ha ancora accesso alla sua dieta originale (salvo controindicazioni mediche), per consentirgli di familiarizzare con la nuova dieta. Tuttavia, il rifiuto di consumare un nuovo alimento può essere associato a scarsa palatabilità o alla mancanza di familiarità per il nuovo cibo. Infine, poiché nei momenti di stress il gatto preferisce una dieta familiare, i proprietari devono garantire che sia disponibile una dieta accettabile per il proprio gatto quando è collocato in un ambiente diverso, come ad esempio una pensione.

L’alimentazione in pratica
La dieta naturale tipica dei gatti (rappresentata soprattutto da topi e altri piccoli roditori), è costituta da circa il 45% di proteine, il 45% di grassi e solo il 4-5% di carboidrati. E’ molto difficile, se non impossibile, riuscire a preparare una dieta casalinga completa e bilanciata senza specifiche competenze di nutrizione animale. Un errore grave è ad esempio alimentare il gatto con sola carne polpa di pesce, che sono quasi completamente privi di calcio e causano gravi difetti scheletrici. È anche ovvio che non si può nutrire il gatto di casa con topolini e uccellini. Ricorrere agli alimenti commerciali diventa quindi una necessità, purché si faccia una scelta oculata. È sbagliato affidarsi ad alimenti commerciali economici, di marche di bassa qualità, per risparmiare. La qualità dell’alimentazione si riflette direttamente sulla salute e la longevità, perciò un alimento di qualità favorisce una vita lunga e sana. Non necessariamente le marche più pubblicizzate sono le migliori: al limite sono quelle che investono maggiormente in pubblicità. Come regola generale, i prodotti di qualità superiore si trovano nei negozi specializzati, non nei supermercati (sicuramente non nei discount), anche se nei negozi si possono trovare anche prodotti di livello inferiore. Le marche migliori hanno diverse linee di prodotti secondo lo stadio di vita del gatto (es. crescita, adulto, anziano), dal momento che le esigenze alimentari variano secondo l’età. Un gattino che mangia un alimento per adulti non otterrà la quantità necessaria di calorie, proteine, vitamine e minerali di cui ha bisogno per una crescita corretta. Un gatto adulto che mangia un cibo per gattini rischia di ingrassare. Un gatto anziano può aver bisogno di un alimento di elevata qualità con meno calorie e più facilmente digeribile.

Crocchette o scatolette?
Riguardo al tipo di cibo vi sono pro e contro da valutare. Le crocchette sono più economiche (non si paga l’acqua) e mantengono le loro caratteristiche anche se lasciate nella ciotola per ore. Durante la stagione calda sono una scelta molto conveniente. Le crocchette dopo la masticazione non lasciano residui di cibo in bocca, prevenendo la formazione di placca e tartaro. In genere contengono elevati livelli di carboidrati, necessari per la loro fabbricazione. Gli altri alimenti sono più ricchi di acqua, e possono essere indicati in caso di problemi specifici, ad esempio per permettere una maggior assunzione di acqua, necessaria nei gatti con insufficienza renale. Possono essere fabbricati senza l’impiego di carboidrati, il che è un vantaggio per la dieta del gatto. I cibi umidi sono relativamente più costosi e tendono a deperire rapidamente, soprattutto nella stagione calda.
Un consiglio generale è quello di somministrare un alimento ricco di sostanze alimentari diverse, in modo da non abituare il gatto a nutrirsi esclusivamente di un solo alimento, diventando “difficile nei gusti” con tutto ciò che ne consegue in caso di necessità dietetiche obbligate per motivi di salute, come nel caso dell’insufficienza renale. Anche l’alternanza tra cibo secco e scatolette (o casalingo secondo ricette bilanciate) può essere un buon metodo per non farlo abituare. Per individuare un alimento di ottima qualità osservate l’etichetta. Il gatto è un carnivoro e ha bisogno di proteine di alta qualità di origine animale molto digeribili. Alcune marche economiche impiegano principalmente proteine di scarsa qualità e poco digeribili, che quindi non forniscono una nutrizione ottimale. Per questo motivo molte sostanze possono passare attraverso il sistema digerente del gatto senza essere assorbite, perciò si devono somministrare maggiori quantità di cibo di qualità inferiore per fornire al gatto gli stessi nutrienti forniti da una minore quantità di cibo di alta qualità. Anche questo parametro deve essere valutato per stabilire se esiste una reale convenienza del prodotto più economico. Quando si è alla ricerca di un alimento di qualità per il gatto, un buon punto di partenza consiste nel valutare l’elenco degli ingredienti. L’etichetta elenca gli ingredienti in ordine decrescente di peso. Verificate che i primi ingredienti siano di origine animale come carne, pesce, uova, o farina di carne o di pesce, preferibilmente non sottoprodotti.

Capire l’etichetta
Poiché per valutare la qualità di un alimento commerciale si deve controllare l’etichetta. I mangimi migliori sono formulati per uno specifico stadio della vita, per esempio l’accrescimento, il mantenimento (gatti adulti), l’età avanzata (gatti “senior”), e questo è chiaramente specificato sulla confezione. Le istruzioni riportano la quantità di alimento da somministrare quotidianamente, ma si tratta di un’indicazione media. La quantità effettiva è in relazione al livello di attività e al gatto: se il gatto tende ad ingrassare e si muove poco, la quantità di cibo va ridotta. Gli ingredienti sono elencati sull’etichetta in ordine decrescente di quantità: nei migliori alimenti per gatti ai primi posti ci saranno sostanze di origine animale (carni, farine di carne, uova, fegato), mentre in quelli più scadenti troveremo elencate una serie di sostanze vegetali, per esempio i cereali, poco adatte alla fisiologia del gatto, strettamente carnivoro. Dall’analisi si può sapere la percentuale di carboidrati: maggiore è la percentuale di carboidrati, più scadente è il prodotto. Per legge, l’etichetta è tenuta a riportare la percentuale di proteine ma non il loro valore biologico, perciò per capire se si tratta di un alimento valido occorre vedere quali sono gli ingredienti che forniscono le proteine: ovviamente, carne, pesce e uova saranno preferibili ai cereali.

Gli errori da evitare
Non date al gatto cibo per cani: i gatti hanno fabbisogni alimentari diversi dai cani, ad esempio hanno bisogno di più proteine nella loro dieta e di alcuni aminoacidi specifici.
• Non scegliete alimenti commerciali in base al prezzo più basso, perché le materie prime di qualità hanno un costo. Alcuni tra i prodotti alimentari con prezzi più alti non sono necessariamente i migliori, ma molto raramente quelli con i prezzi inferiori sono alimenti di buona qualità.
• Nutrire il gatto esclusivamente con carne, tonno in scatola o polpa di pesce causa gravissime carenze di calcio che danneggiano lo scheletro, soprattutto nei gattini in crescita.
• I ritagli grassi, in gran quantità, non solo causano obesità ma possono causare la pancreatite, che può causare la morte.
• Il fegato va dato in quantità molto modesta (non più di un boccone alla settimana) perché può causare tossicità da eccesso di vitamina A, che causa dolorose alterazioni dello scheletro.
• Il bianco d’uovo crudo contiene una sostanza, l’avidina, che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B, causandone la carenza.
• Il polmone ha un valore nutritivo molto scarso.
• Ossa e lische sono molto pericolose e non vanno mai date ai gatti; possono rimanere incastrate o lacerare la bocca, l’esofago e il resto dell’apparato digerente. Se vi rendete conto che il gatto ha ingerito ossa o lische non attendete eventuali effetti ma portatelo per un controllo ad un pronto soccorso veterinario.

Il cambio di alimentazione
In caso di passaggio ad un nuovo cibo è importante la gradualità. Un improvviso cambio di alimentazione può alterare repentinamente la flora batterica, rendendo più difficile la digestione e causando disturbi intestinali. Per evitare problemi il passaggio al nuovo alimento può richiedere 7-10 gg. Si inizia mescolando il 25% del cibo nuovo e 75% del vecchio per almeno 3 giorni. Se tutto va bene, si passa al 50% di ciascun tipo di cibo per 3 giorni, poi il 75% nuovo e 25% vecchio per 3 giorni. In seguito, il gatto dovrebbe essere pronto a mangiare solo il cibo nuovo. In caso di problemi, consultate il veterinario per un consiglio. Dopo circa un mese dal cambio di alimentazione, verificate lo stato generale del gatto: occhi lucenti, un mantello lucido e in ordine, uno stato di nutrizione ottimale (non troppo magro e non troppo grasso), feci compatte e non troppo odorose e tanta vitalità vi faranno capire che l’alimentazione è giusta.

Le diete terapeutiche
Gli studi di nutrizione hanno fatto notevoli progressi negli ultimi anni permettendo di formulare una varietà di alimenti specifici per molte condizioni patologiche (come diabete, insufficienza renale, obesità, calcoli urinari, convalescenza, allergia alimentare, disturbi intestinali). Queste diete, che vanno somministrate solo su specifica prescrizione e secondo le indicazioni del veterinario, possono rappresentare un valido aiuto nel trattamento di molte condizioni.

Gli integratori
Se si somministra al gatto una dieta commerciale di elevata qualità non si deve aggiungere alcun integratore minerale o vitaminico, perché si creerebbe un eccesso, pericoloso per la salute.
Nel caso di diete casalinghe, prima di somministrare integratori è preferibile chiedere consigli al veterinario per evitare di creare squilibri. Talvolta gli integratori vengono prescritti a gatti debilitati o malnutriti, ma è anche possibile evitarne l’uso ricorrendo ad una dieta bilanciata o a un alimento commerciale specifico molto nutriente, calorico e digeribile.

La frequenza dei pasti
Il gatto ama fare pasti piccoli e frequenti, circa 10-20 al giorno; questo rispecchia l’attività predatoria del gatto selvatico, che uccide e consuma piccole prede più volte al giorno, se la caccia ha successo. Nei gatti che non hanno problemi di soprappeso e in quelli in crescita è possibile lasciare il cibo sempre a disposizione, in particolare se è del tipo secco. Un gatto sano e attivo normalmente mangia la quantità di alimento utile a soddisfare le sue necessità caloriche, e non di più. Se il gatto in appartamento ha minori possibilità di praticare esercizio fisico, può essere necessario razionare l’alimento per evitare problemi di obesità. In tal caso la quota totale giornaliera può essere divisa in 5-6 piccoli pasti. È importante seguire una routine, lasciando il cibo a disposizione a orari fissi, senza mai cedere alle richieste. Il gatto impara rapidamente gli orari dei pasti, evitando di mendicare in modo incessante. Altrettanto importante è evitare di allungare al micio qualche bocconcino dal proprio piatto, se non si vuole insegnargli a essere insopportabilmente noioso e insistente durante pranzo e cena. Al momento del pasto molti gatti richiedono qualche coccola dal padrone prima di iniziare a mangiare. Al momento del pasto, prendetevi qualche minuto per carezzare il gatto e parlargli, in modo da rinforzare il legame che vi unisce.

Il consumo di erba
I gatti amano moltissimo ingerire fili d’erba, cosa che può apparire insolita per un carnivoro. Lo scopo di questo comportamento non è del tutto chiarito. Si ritiene che il gatto mangi erba per indurre il vomito grazie all’azione meccanica dei fili d’erba sulla parete dello stomaco; in questo modo può liberarsi di sostanze indigeribili come il pelo ingerito leccandosi o le ossa più grosse delle sue prede. In mancanza di erba molti gatti d’appartamento si adattano a ingerire le piante in vaso, con il pericolo di avvelenarsi. Si può ovviare al problema lasciando a disposizione del gatto dell’erba coltivata, di cui si trovano i semi in vendita nei negozi per animali.
 

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tratto da: 04.01.2015 - Micimiao.it in corsivo le parti modificate


IL PIATTO (di Roberto Allegri)

Quando abbiamo ospiti a cena, non ci preoccupiamo solo del cibo ma anche di come servirlo: le pietanze ci piace portarle in tavola in un piatto adeguato. Se viviamo con un gatto, dobbiamo imparare a fare lo stesso anche per la sua ciotola. Il micio è estremamente esigente quando si tratta di mangiare, e pretende che si osservino regole precise per il contenitore della sua pappa.
Prima regola, il materiale di cui è fatta la ciotola. Se possibile, è meglio non usare la plastica perché nella maggior parte dei casi ha un cattivo odore che non si riesce ad eliminare nemmeno col lavaggio. Noi lo avvertiamo poco, ma l‘acuto olfatto del micio invece sì, perciò sono da preferire contenitori in metallo o ceramica.
Seconda regola, le dimensioni. Il piatto del micio deve essere largo perchè il nostro amico detesta dover piegare i baffi per raggiungere il cibo.
Terza regola, la posizione: mai mettere la ciotola della pappa accanto alla vaschetta della lettiera. Anche i gatti allo stato selvatico, compresi i grossi felini come leoni o tigri, non mangiano mai nei pressi del luogo dove fanno i loro bisognini. E’ una abitudine igienica che se non rispettata spinge i gatti a rifiutarsi categoricamente di mangiare.
Ultima regola, ma non meno importante, la pulizia. Si deve lavare spesso la ciotola del micio, perchè odia sentire l’odore del pasto precedente. Ma attenzione: sciacquiamola per bene sotto l’acqua, senza usare detersivi. Molte volte lasciano profumi che il naso del nostro piccolo amico avverte immediatamente.

L'ALLATTAMENTO DEI GATTINI
Mamma gatta allatta i gattini generalmente per una cinquantina di giorni. Lo svezzamento progressivo può iniziare a partire dalla quarta settimana, quando i cuccioli cominciano a esplorare spontaneamente i dintorni del nido materno. In caso che mamma gatta non riesca ad allattare i gattini, si dovrà ricorrere all' allattamento artificiale:

ALLATTAMENTO ARTIFICIALE DEI GATTINI (tratto da: 04.01.2015 Arianna - zaari 70 - mordergattona del forum di Miciomiao)
Un cucciolo ha la necessità di mangiare regolarmente, con un intervallo tra un pasto e l'altro che varia da 2 a 6 ore a seconda dell’età.
• Cuccioli da 0 a 10 giorni è necessario che mangino ogni 2 ore durante il giorno, ogni 3 ore la notte.
• Cuccioli da 10 a 15 giorni è necessario che mangino ogni 3 ore durante il giorno, ogni 4 ore la notte.
• Cuccioli da 15 a 20 giorni è necessario che mangino ogni 4 ore durante il giorno, ogni 5 ore la notte.
• Cuccioli da 20 a 30 giorni è necessario che mangino ogni 5 ore durante il giorno, ogni 6-7 ore la notte.
L’alimentazione deve essere fino ai 30 giorni esclusivamente a base di latte apposito in polvere per cuccioli (consiglio in primis "KMR" liquido o in polvere, "Primolatte gattino" della Bayer, il latte in polvere della Royal Canin).

Può capitare in una cucciolata che ci siano cuccioli che hanno bisogno di latte più leggero.
Il cucciolo deve mangiare al giorno il 25-30% del suo peso corporeo diviso per i vari pasti della giornata.
Per esempio, un cucciolo di 100 grammi deve mangiare al giorno dai 25 ai 30 ml di latte.
La quantità di latte che deve mangiare naturalmente deve aumentare in base all’aumento del peso del cucciolo.
Un cucciolo ben alimentato deve avere ogni giorno un aumento anche minimo (5 grammi).
Se l’aumento di peso non c’è, o si sta dando troppo poco latte oppure il latte non è abbastanza sostanzioso oppure ancora, il cucciolo non assimila.
Il latte va somministrato a una temperatura di circa 38 gradi.
Per somministrare il latte ci sono gli appositi biberon che però possono rivelarsi pericolosi se il flusso di latte è troppo veloce perché potrebbe andare di traverso, finire nei polmoni e causare polmonite ab ingestis che porta il cucciolo alla morte in massimo 48 ore.
Uno strumento meno pericoloso è la siringa, privata naturalmente dell’ago, perché il flusso del latte è minore e minore è il rischio che vada di traverso.
Non bisogna mai costringere un cucciolo che non succhia a mangiare con questi due strumenti perché il latte va di traverso con le conseguenze sopra descritte.
Premere solo per fare uscire una goccia di latte da far assaggiare al cucciolo.
In alternativa si possono usare anche dei contagocce, ma alimentare un cucciolo con il contagocce è molto laborioso.
Tendendo conto che 30 gocce sono 1 ml di latte, se un cucciolo deve mangiare un pasto di 5 ml, gli si devono dare 150 gocce, e sinceramente la cosa diventa lunghissima.
Il contagocce è da prendere in considerazione solo se non si riesce a fare in altra maniera e solo avendo molto tempo e pazienza a disposizione.
Per alimentare un gattino difficile si può ricorrere a un sondino gastrico che si trova in farmacia e che come sigla ha "K31".
Questo sondino va introdotto direttamente nello stomaco attraverso la bocca e il latte in quel modo passa direttamente al suo interno.
Alimentare con la sonda non è difficile, bisogna solo fare attenzione a non finire nei polmoni.
Per sapere se siamo finiti nello stomaco o nei polmoni c’è un solo metodo.
Se si prende la via de polmoni la sonda scenderà solo di 3-4 cm e poi si bloccherà, se si va nello stomaco la sonda scende di 10 cm o anche più a seconda della grandezza del gattino.
Per prendere la misura esatta, si prende la sonda la si appoggia alla bocca del cucciolo, al si fa arrivare esternamente fino all’ombelico e poi si fa un segno con il pennarello, in quel modo si è del tutto sicuri.

SVEZZAMENTO
Si può iniziare ad alimentare i piccoli con cibo diverso dal latte materno verso le 3 settimane di età, usando del latte commerciale per gattini somministrato con un cucchiaino. Dopo pochi giorni potete addizionarlo con dei croccantini e cibo umido per gattini in crescita, oppure con degli omogeneizzati a base di pesce o carne: 1 parte di cibo secco più 3 parti di latte o acqua, oppure 2 parti di cibo in scatola o fresco più una parte di latte o acqua.
Riscaldate il cibo e mettetelo in una ciotola poco profonda e incoraggiate i piccoli spalmandogli un pò di pappa sulle loro labbra, facendo attenzione a non farlo entrare nelle narici, oppure intingetevi un pò un dito e metteteglielo in bocca.
Appena i micetti avranno imparato a mangiare da soli, toglietegli gradatamente l'acqua o il latte dalla miscela.
Lo svezzamento si completerà intorno alle 6 - 8 settimane, ma è comunque consigliabile somministrare il cibo per gattini fino a 9 mesi di età.

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Se volete svezzare il cucciolo con alimenti naturali è consigliabile parlarne con il vostro veterinario in grado di risolvere eventuali problemi

tratto e adattato eliminando pubblicità da: 04.01.2015 - Pet's Planet

I gattini hanno bisogno di molta energia nonostante le dimensioni ridotte del loro stomaco.
Il passaggio dal latte materno all'alimentazione solida deve essere progressivo.
Lo svezzamento avviene a 3-8 settimane dalla nascita

3 – 4 settimane:
diluire nell’acqua un cucchiaino di latte in polvere per gattini per quattro volte al giorno

4 – 6 settimane:
unire al latte, per quattro volte al giorno:
cereali (scegliere marche di qualità per gattini) oppure omogeneizzati per bambini
a base di cereali o di pollo

6 – 8 settimane:
aggiungere al latte in polvere diluito, per quattro pasti al giorno:
pollo o carne o pesce a piccoli pezzettini
(consigliamo Tonno naturale alternato a Filettino di Pollo o di Manzo lavorati con la forchetta fino ad ottenere una morbida mousse molto umida)
oppure
somministrare esclusivamente alimenti completi di marche di qualità per gattini (se in forma di croccantini si consiglia, inizialmente, di ammorbidirli con acqua tiepida - circa 40° C )

Durante lo svezzamento e l’accrescimento il gatto acquisisce abitudini alimentari e comportamenti difficili da modificare in seguito. E’ quindi opportuno abituare i gattini, sin da piccoli, ad un’alimentazione varia.

8 – 10 settimane:
somministrare unicamente il cibo solido riducendo il pasto a 3 volte al giorno.
Consigliamo:
Mousse o Patè di qualità eventualmente alternati a Tonno e Pollo naturali
+ croccantini di marche di qualità (per abituare il gatto ad una corretta masticazione)

In seguito si potrà continuare con l’alimentazione mista (umido più secco), eventualmente alternando i vari prodotti umidi (patè – mousse –bocconi – pezzettini) oppure si potranno somministrare esclusivamente i croccantini.
Lasciare sempre a disposizione una ciotola d'acqua fresca.
Un gattino ben nutrito ha grandi occhi vispi e un mantello lucido.

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L'ALIMENTAZIONE DEL GATTO ADULTO
Per soddisfare i fabbisogni nutrizionali del vostro gatto, potete scegliere tra un cibo fatto in casa e gli alimenti di produzione industriale venduti nei negozi.
Un cibo casalingo è un pasto che preparate voi stessi con ingredienti come riso, la carne, gli ortaggi... Così facendo, potete controllare di persona la qualità della composizione, ma ci sono inconvenienti, quali il costo, il lavoro di preparazione, e, cosa più grave, il rischio di squilibri nutrizionali, nel caso in cui la razione da voi preparata non contenga quantità sufficienti di tutti i principi nutritivi di cui il vostro gatto ha bisogno. Le fonti di proteine non sono unicamente le carni ma, se ben tollerati, si possono anche usare in alternativa uova, formaggio o pesce. Il fegato può essere usato, ma solo in piccole quantità, per il fatto che può provocare diarrea, oltre a una ipervitaminosi A con conseguenze gravissime.
La carne (muscolo) può costituire gran parte della razione giornaliera, ma da sola non basta a soddisfare i fabbisogni, perciò è utile integrare la dieta con altri alimenti contenenti soprattutto grassi e, in minor misura, zuccheri e fibra.
Il latte può essere somministrato dopo lo svezzamento e costituisce un ottimo alimento, ma in certi soggetti può provocare diarrea per la diminuita produzione di lattasi, un enzima che permette la digestione del lattosio (meglio usare il latte apposito per gattini).
Sono da evitare le ossa e le lische di pesce, poiché vi è il pericolo che possano scheggiarsi e causare gravi danni a esofago, stomaco e intestino.
I conservanti usati negli alimenti per umani possono essere dannosi. Non dategli i vostri cibi confezionati. Proibiti anche cioccolato, dolci, cibi speziati e molto salati, formaggi stagionati e legumi.
Altro errore commesso è l’aggiunta di integratori vitaminici e minerali: le intossicazioni da vitamina D e A, a causa delle integrazioni superflue con oli di pesce, sono più diffuse della loro carenza e possono portare a squilibri nel metabolismo minerale nel suo complesso. Perciò, se il gatto è in buona salute e viene nutrito con una dieta equilibrata, non necessita di alcuna integrazione minerale o vitaminica, a meno che non sia il vostro veterinario a prescriverla.
Gli alimenti di produzione industriale hanno il vantaggio di essere più economici e di contenere tutti i principi nutrizionali di cui un gatto ha bisogno.
Vengono preparati con cura, utilizzando gli ingredienti migliori e rispettando le regole sanitarie simili a quelle dell'alimentazione umana.
Questi alimenti sono molto apprezzati dai gatti. Si raccomanda di nutrire il vostro gatto rispettando le razioni giornaliere indicate su ogni confezione.
I cibi umidi (sia bocconcini che paté ) sono molto gustosi ed essendo simili al prodotto fresco, stimolano l'appetito dell'animale. Sono alimenti caratterizzati da un'alta digeribilità.
Sono alimenti veloci da preparare e si servono facilmente dalla scatoletta. Una volta aperta la confezione, è consigliabile tenerlo in frigorifero, poiché il cibo umido si deteriora facilmente.
I paté, che hanno l'aspetto di carne pressata, va direttamente sminuzzato utilizzando un coltello o una forchetta nella scodella della pappa.
I bocconcini non hanno bisogno di essere sminuzzati: basta versarli direttamente nella ciotola della pappa.
Si raccomanda, alla fine di ogni pasto, di pulire con attenzione la ciotola del gatto, per evitare che il cibo residuo deteriorandosi possa sviluppare microrganismi pericolosi.
I cibi umidi non hanno bisogno di essere integrati con altri generi di alimenti. Sono, infatti formulati in modo da garantire all'animale una dieta bilanciata.
Gli alimenti secchi (crocchette) ha il vantaggio di non andare a male nella ciotola, si adatta dunque perfettamente al comportamento dei gatti, i quali amano fare più pasti nel corso della giornata. Infine le crocchette, se esposte all'aria, emanano un odore meno forte.
Si è sentito spesso dire che le crocchette non vanno bene per i gatti, perché potrebbero avere problemi urinari, come la cistite e i calcoli. Questo è falso: un alimento secco formulato correttamente è tanto efficace nella prevenzione dei problemi urinari quanto un alimento umido.
Se cambiate il tipo di alimentazione, è bene farlo in modo graduale, in modo da evitare che il vostro micio faccia feci molli o diarrea, vi raccomando di miscelare in quantità crescente l'alimento nuovo con quello vecchio, per giungere infine alla sostituzione completa non prima di due settimane.

ALIMENTAZIONE PER IL GATTO ANZIANO
L'inizio dell'invecchiamento viene, in genere, collocato intorno ai 10 anni di età. Una delle prime esigenze che muta nel gatto anziano è l’alimentazione. L'apparato digerente, infatti, tende con l'avanzare degli anni a essere meno efficiente, le capacità olfattive si riducono e possono manifestarsi problemi a livello masticatorio. Per questo motivo, si deve far seguire al gatto una dieta bilanciata a base di prodotti formulati proprio per soggetti anziani. La dieta bilanciata garantisce una migliore qualità della vita, rallenta i processi di invecchiamento e può prevenire le malattie che più facilmente li colpiscono.
E' sconsigliata la dieta casalinga: spesso, infatti è difficile dosare in modo equilibrato gli alimenti necessari per il mantenimento di un animale anziano. L'apporto ideale di proteine, fibra, vitamine e sali minerali e di tutti gli elementi necessari per coprire il fabbisogno energetico di un gatto senior sono invece garantiti dai cibi pronti, specifici per gatti adulti, attenendosi alle quantità riportate sulle singole confezioni, senza mai superare le dosi consigliate.
L'alimento dovrà essere friabile e tenero da masticare, appetibile per compensare l'abbassamento dell'olfatto, con i migliori ingredienti proteici e arricchito con sostanze grasse per una migliore digeribilità. La vitamina C, la E e un ridotto tenore di fosforo sono benefici. Un apporto equilibrato di fibre alimentari favoriscono la digestione.
Non vanno dati assaggi, in particolare avanzi alimentari della tavola, per evitare che diventi obeso, affaticando così la circolazione sanguigna e la respirazione.



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